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Vecchie lettere e lontani ricordi al Circlo Culturale Joy - Verona

17 aprile 2010

Letture in giallo


Joy è uno "spazio-contenitore" dedicato a chi crede che "da cosa nasce cosa". Un luogo dove trovare e condividere l'ispirazione per far nascere progetti originali e nuovi oggetti partendo da vecchi materiali, per mettere in circolo sempre nuove energie! Joy è anche incontro, partecipazione, libri.


Un giallo, Vite Corsive, che richiama con forza il tema del corsivo inteso come elemento della civiltà scrittura. Una presentazione molto colta, sull'onda dei grandi temi educativi, quella che ha animato le stanze di Joy a Verona in questo inizio di primavera scaligera. Perché se è vero che molti ricercatori, pedagosti e neurolinguisti richiamano la scomparsa del corsivo quale causa di diversi mutamenti comportamentali e di apprendimento, c'è chi, quasi a dare solidità alla profezia del romanzo di Marco Nundini, continua a caldeggiare l'abolizione del corsivo dagli ordinamenti scolastici.


Il corsivo, scrittura leggermente inclinata verso la destra, è stato insegnato nelle scuole europee fin verso la fine degli anni Cinquanta del secolo scorso ed è poi scomparso quasi di colpo quando sono sparite le lezioni di calligrafia. Questo è un bel esempio di pseudo-rinnovamento del sistema scolastico, di rivoluzione silenziosa in un certo senso, per chi vede un futuro di efficienza standardizzata. Ma è veramente così? Questo dibattito è in corso mentre molti Stati negli Usa stanno adottando standard comuni per l’inglese e la matematica che saranno applicati a decorrere dal 2014 e nei quali non è più previsto l’insegnamento e quindi la padronanza della calligrafia corsiva mentre invece si richiede la competenza ad utilizzare la tastiera alla fine della scuola primaria. È però ampiamente noto che la popolazione di certi paesi ha una calligrafia migliore che non la popolazione che ha frequentato altri sistemi scolastici. In particolare, vicino a noi, nel mondo anglosassone, soprattutto negli Stati Uniti dove nelle scuole si insegna ancora la calligrafia e si impara a scrivere in corsivo. Nei paesi asiatici invece la calligrafia ha un valore culturale elevatissimo. Nelle scuole giapponesi e cinesi per esempio si affiggono in classe, nelle scuole primarie, le migliori pagine di ideogrammi. Le lezioni di calligrafia si prolungano ben oltre i primi anni della scuola primaria e ci sono corsi di calligrafia anche per adulti. La cultura e il valore della calligrafia sono pure curati nel mondo arabo.

 


Marco Nundini presenta al Joy di Verona

Anacronismo?


Il corsivo è un anacronismo inutile? La domanda se la pone anche il sito del Disal (Dirigenti scuole autonome e libere) che così risponde "Il dibattito sul valore della calligrafia e sulla sua importanza è vivace soprattutto laddove, come negli Stati Uniti, esiste una seria minaccia di scomparsa delle lezioni di calligrafia ed in questo caso, in particolare, dell’apprendimento del corsivo come stile calligrafico che contraddistingue un certo tipo di scolarizzazione e al quale viene attribuita un’importanza rilevante in quanto espressione di valori peculiari e quindi modo di apprendimento di tali valori. Negli Stati Uniti il dibattito sul posto dalla calligrafia nell’insegnamento è in questo momento vivace per via delle pressioni esercitate dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione che sono una vera e propria minaccia per la calligrafia e per la scrittura con la penna. Insegnanti e studenti sono divisi sul valore dell’apprendimento di una calligrafia scorrevole, elegante, esteticamente piacevole, in un’ epoca in cui il computer, le TIC, le tavolette e le tastiere dei cellulari sembrano aver reso inutile l’ esercizio della scrittura a mano con la penna. Ci si chiede se vale ancora la pena in una società ormai fortemente computerizzata di spendere del tempo per insegnare a scrivere, se ciò non sia un’ anacronismo, quando anche le firme sono diventate elettroniche, ma altri sostengono invece che questo esercizio non soltanto perfeziona le competenze motorie, ma contribuisce ad acquisire una maggiore fluidità della scrittura e della lettura, a sviluppare la propria personalità, a evidenziare il timbro unico di ognuno, a valorizzare la memoria storica poiché si condivide uno stesso modo di scrivere con gli antenati oppure con gli autori dei documenti fondanti le nostre società".

Joy

L’Associazione culturale JOY nasce nel novembre 2009 con l’obiettivo di realizzare un luogo aperto, multifunzionale, “in movimento” e continua evoluzione, dove le idee e le persone possano incontrarsi e creare nuove relazioni in occasione delle molteplici attività proposte: eventi, laboratori e corsi rivolti ad adulti e bambini e ispirati da una sensibilità particolare per il riutilizzo, il redesign e l’up-cycling di materiali e oggetti di scarto. Nel 2011 JOY si rinnova e trova una nuova sede in centro storico a Verona. L’obiettivo è far nascere, il primo a Verona, uno spazio-catalizzatore di progetti nuovi, con oltre 300 metri quadri dedicati alle relazioni, all’affitto spazi e alla progettualità.