Eventi... Foggia. Libreria Edicolé


L'ispettore Loreta Assensi sbarca in Puglia.
Edicolè Foggia. 18 dicembre 2008

Non solo libri a Edicolé

Il giorno 19 dicembre, in piena atmosfera prenatalizia tra le luci di un Avvento ormai alle porte, Vite Corsive, romanzo in giallo e nero di Marco Nundini, sbarca in terra pugliese. L'evento, realizzato grazie alla collaborazione di tutti gli amici foggiani, in particolar modo di Marina ed Antonio, oltre che del mitico gestore di Edicolè, non ultimo in fatto di eventi che attirino pubblico tra gli scaffali, ha visto un piglio decisamente vivace. Non è stata solamente la presentazione di un libro, ma l'occasione per ritrovarsi e parlare di letteratura, di scrittura, di giornalismo.

A dare la carica alla serata, che sarebbe poi proseguita con unevento musicale, la giornalista Enza Moscaritolo che, da vera padrona di casa, ha saputo tenere alto l'interesse del pubblico che ha partecipato attivamente. Sempre grande interesse ha suscitato l'elemento filografico, quale tema innovativo all'interno del romanzo giallo, ma anche e soprattutto come spunto per riflettere su quanto la "parola scritta" conservi ancora oggi le migliori doti per perpetuare il nostro passato.


L'uso di alcune tavole è servito per mettere in luce tra il pubblico quanto si sia perduto del nostro corsivo e quanto si sia omologato il nostro modo di scrivere. Tutto ciò per arrivare a presentare alcuni momenti che caratterizzano il romanzo Vite Corsive, in modo particolare la difficoltà che i due principali interpreti, l'spettrice Assensi ed il Filografo, incontrano nell'analisi dei reperti filografici, chiave per la soluzione del loro caso.



Nonostante Foggia sia stata danneggiata più volte da devastanti terremoti e dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, numerose sono le testimonianze storiche e architettoniche del suo illustre passato. Il maggiore monumento cittadino è la Cattedrale, eretta nel XII secolo e più volte modificata. Essa conserva all'esterno buona parte dei raffinati prospetti romanici in pietra squadrata e scolpita, con il prezioso cornicione popolato di sculture e sul fianco sinistro il ricco portale di San Martino. Medievale è anche la suggestiva cripta con notevoli capitelli. In età barocca il tempio fu ristrutturato globalmente, all'esterno mutando la parte superiore dei prospetti e innalzando il campanile lapideo con coronamento a guglia e all'interno riplasmando in discreto stile rococò l'impianto architettonico, una croce latina con cupola a scodella decorata con sobri ornati a stucco. Nell'aula relativamente spaziosa spicca l'imponente altare maggiore settecentesco in marmi policromi con due grandi angeli marmorei scolpiti e firmati da Giuseppe Sanmartino. Sulla controfacciata, inoltre, troneggia una grande tela di Francesco De Mura, mentre altri preziosi altari napoletani del settecento decorano le cappelle. Di particolare pregio risulta la cappella maggiore dell'Iconavetere, a lato del presbiterio, con cancellata bronzea e ricco altare marmoreo della fine del Seicento.

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